Incontri
11,12,13 gennaio 2012, ore 21.00 CineTeatro Baretti,Via Baretti 4 Torino
IO MI CHIAMO YORSH
Lectio magistralis di Silvana De Mari
11,12,13 gennaio 2012, ore 21.00
con Silvana De Mari
legge Alessia Pratolongo
musicista Mimmo Manella
produzione Associazione Baretti in collaborazione con Fanucci
Editore
Le capacita' di ferocia dell'essere umano sono illimitate.
Le capacita' di sofferenza dell'essere umano sono illimitate.
Sono esistite civilta' che non hanno avuto la ruota, ma nessuna
civilta' puo' sopravvivere senza storie, perche' le storie sono l'unica
strada che abbiamo per stemperare la ferocia, per tollerare l'orrore.
La narrazione, ascoltare il cantastorie, leggere un romanzo, vedere un
film, modifica i nostri neurotrasmettitori, e diventa il piu' potente
mezzo di condivisione e quindi di comunicazione che possa esistere.
Ha detto Albert Einstein se volete dei figli intelligenti raccontate
loro le fiabe e se volete dei figli molto intelligenti raccontate loro
molte fiabe. La neurobiologia ci ha confermato che un bimbo che ascolti
una fiaba aumenta il suo tasso di endorfine: il suo sistema immunitario
diventa piu' forte, il dolore scompare, la sua mente diventa piu'
acuta.
Nascosta nella narrazione fantastica c'e' la reale magia dell'uomo.
Parleremo di poema epico e di fiabe, di fantascienza e fantasy, di
eroi, semidei, elfi, fate, streghe.
Bacchette magiche e gnomi, cioe' parleremo di secoli e secoli di
dolore, perche' la fiaba, il mito, l'irreale sono da sempre le scatole
colorate che contengono i mostri: quando qualcosa e' troppo atroce per
poterlo tenere in mano, allora lo si nasconde nel luogo magico del
fantastico, dove, protetto dalla ambientazione irreale e dal lieto
fine, finalmente diventa affrontabile.
Perche' noi siamo uomini ed essere uomini e' terribile e straordinario.
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