Istruzioni per rendersi felici parte 8
Scriviamo di nuovo i nostri desideri. Ma attenzione a come scriviamo.
Voglio trovare un lavoro. Sono disperato perché sono disoccupato.
Questo diventa:
Sono certo che troverò un lavoro.
Sono certo che troverò un lavoro., sono certo che troverò un lavoro e sarà il lavoro che sto cercando, mi piacerà.
Non ci credete? Non importa scrivetelo lo stesso. E convincetevene. E sentite già la contentezza, deve essere una vibrazione. E allora funziona.
È stato scritto anche nel Vangelo e nel Buddismo: chiedete e vi sarà dato. Bussate e vi sarà aperto, ma dovete chiedere nella gioia di avere già ricevuto. E allora funziona. E solo allora funziona.
Questo è anche lo schema del costruttivismo. Il costruttivismo ha due branche: il costruttivismo cosiddetto spirituale o ingenuo a seconda che ne parlino estimatori o detrattori, secondo il quale quando siamo felici possiamo influenzare la realtà fuori da noi. Questa è anche la base del mentalismo, che più o meno circola da un paio di secoli, rappresentata anche nel dvd the secret. Queste cose sono vere o no? Ognuno risponda per conto suo e noi qui per il momento noi parliamo del costruttivismo razionale, è un corso per dilettanti non dotati. Oltretutto il costruttivismo razionale è dimostrabile con facilità al di là di ogni ragionevole dubbio.
Torniamo al lavoro.
Se mi convinco che sono destinata ad avere un buon lavoro, se do per scontato che questo è certo, non mi scoraggio. Continuo a cercare. Continuo a cercare con gioia, con attenzione. Il pensiero “non ci sono riuscito fino ad ora” “ c’è la crisi” scarico cortisolo, mi viene l’ulcera, ingrasso, ma soprattutto condiziono il mio inconscio alla sconfitta. Quando finalmente avrò un colloquio mi saboterò presentando un curriculum e al colloquio il mio io inconscio sarà certo del fallimento che lo realizzerà: farò schifo. Se sono certo di farcela, certo e ne sento già la gioia, io programmo la mia intelligenza emozionale, che si muove a mio favore. Inoltre io irradierò la mia certezza di avere il lavoro con il linguaggio non verbale, con le microespressioni e il mio futuro datore di lavoro lo percepirà con il suo io inconscio e sarà molto propenso a darmi il lavoro. E’ come addestrare un cagnolino: si addestra con i biscotti. Gli asinelli si spostano se c’è la carotina. Il nostro io inconscio è arcaico. Ha bisogno di essere addestrato: come? Come un cagnetto. Devo fare vedere quello che voglio, il lavoro, io che lavoro e dare il biscotto, far sentire al mio io emotivo tutta la serotonina e le endorfine, e il cagnolino, l’io inconscio, capisce, e farà lui tutto il necessario per raggiungere il mio scopo. Il mio io intuitivo agirà per me, e questa è l’unica maniera che ho di azionare il mio io intuitivo a farmi dare una mano, l’unica. Se cerco il lavoro da sfiduciato tutto il mio io intuitivo mi farà lo sgambetto e io vivrò malissimo. Se sono felice non mi scoraggerò, andrò avanti, mi accontentò all’inizio di risultati temporanei e parziali, nel frattempo vivrò meglio, mi farò degli amici e vivrò più a lungo (dimostrato, gli ottimisti vivono in media 10 anni in più dei pessimisti e soprattutto vivono meglio).
Se sono già contento subito mi risparmio il cortisolo, programmo l’io inconscio e moltiplico le mie capacità di farcela. Fino a che non ce la faccio campo sereno, non rompo l’anima ai miei familiari e non li meno e mi godo quello che mi resta, sono vivo, ogni tanto trasmettono qualcosa di buono alla televisione e per quanto mi sembri poco quello che ho, sono sempre più ricco di un pastore somalo. Che magari è più contento. Quindi se sono furioso, frustrato non solo non aumento le mie possibilità di trovare lavoro, ma le diminuisco. L’assetto emozionale che funziona meglio di tutti è la gratitudine. Se siete credenti siate grati a Dio, altrimenti alla natura o all’universo. La gratitudine, che otteniamo concentrando l’attenzione su quello che abbiamo, è l’assetto di neurotrasmettitori che aumenta la nostra potenza. Siamo grati di qualche cosa, ora subito: io sto scrivendo, ho le dita, le mani, gli occhi, il computer. Voi state leggendo, avete anche voi queste quattro cose.
Evvai.
Scrivete sull’agenda: sono profondamente grato di avere me stesso, la mia intelligenza, l’agenda, la mia famiglia, il gatto, cane assistenti pennuti, e sono certo che troverò il lavoro. Aggiungete qualcosa, un disegno o una foto che vi metta gioia e che c’entri con il lavoro che state cercando. Tutto qui. Funziona, non è una bacchetta magica, ma un addestramento di forza di volontà. Prima o poi funziona. Peraltro il contrario, essere arrabbiati, dare per scontato che il lavoro non ci sarà ci porterà al fallimento. Peraltro: il lavoro non c’è. Allora inventatelo. Siate voi l’imprenditore di voi stessi. Inventate un lavoro, abbiate successo e tra un anno assumente qualcuno così che sia un altro con un lavoro. Credeteci, provateci. Avete un’idea di tutta la gente che ha cominciato da sottozero ed ha avuto tutto quello che voleva. Chi vi ha detto che non sarete voi? Avete parlato con il genio cattivo della lampada scassata?
Allora, c’è un libro magico, il grande libro della magia, che dice che siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, e se questo libro dice il vero vuol dire che siamo fatti a sua immagine e somiglianza allora vuol dire che anche noi siamo creatori, anche noi siamo magnifici e anche noi siamo creatori. Noi creiamo la realtà. Non ci credete? Allora fate finta di crederci ed agite di conseguenza: vivrete meglio. Per anni sono stata disperata perché non riuscivo ad avere un figlio. La disperazione bloccava l'ovulazione. Appena mi sono calmata il bimbo è arrivato. e se proprio non fosse stato destinato a venire senza quella disperazione sarei vissuta meglio. È tutto qui.
Diceva la buonanima del dottor Einstain, è molto meglio essere ottimisti ed essere delusi che essere pessimisti ed averla azzeccata. Aggiungo io: perché da ottimisti siamo più forti, più sani, più potenti e viviamo meglio. Perché a furia di cercare di tenere l'attenzione su tutto quello che succede di bello, sempre più spesso, comincerete a sentire la gioia, come una vibrazione, e poi la sentirete tutti i giorni, e poi sempre di più.
Vorrei non sentire più mia figlia che piange dall’altra parte della porta chiusa. È sempre sola, sempre triste, ho paura che stia giocando con l’idea del suicidio.
Sono felice che mia figlia sia viva, sono così felice che lei esista e che sia viva, perché essere vivi è bellissimo. Se noi non siamo convinti di questo, perché nostra figlia non dovrebbe suicidarsi o essere disperata? Quanto siamo responsabili di quello che sta succedendo: quanto ci siamo lamentati? Quante volte per via diretta o indiretta, lamentandoci dei prezzi, del traffico, della cellulite abbiamo trasmesso per via trasversale il messaggio: la vita non vale nulla? Cominciamo a vedere nostra figlia come vorremmo, mentre ci dice sono felice, e teniamo l’attenzione concentrata su questa immagine senza spostarla mai. Irradierete serenità Possiamo irradiarla solo se ce l’abbiamo dentro, ma non ce l’abbiamo non possiamo trasmetterla, quindi il nostro compito, il nostro unico e fondamentale e irrinunciabile compito, è la nostra serenità.
Noi rendiamo più sereni noi e nostra figlia si rasserenerà, non avrà più la nostra negatività addosso, la nostra fiducia nella sua capacità di ritrovare la strada della serenità aumenterà enormemente la probabilità che nostra figlia trovi la serenità. Più ci preoccupiamo, più buttiamo negatività addosso a nostra figlia, più lei peggiora. Come possiamo non preoccuparci: dobbiamo vederla già felice, come se potessimo vedere in una sfera di cristallo. Per rendere serena lei saremo costretti a essere felici noi, a concentrare l’attenzione sull’aurora, stamattina è stata straordinaria, saremo noi costretti a concentrarci su quanto è maledettamente bello essere vivi.
Peso duecento chili, ho il culo basso e i brufoli, dove trovo l’aspirante suicida che potrebbe amare me?
Sono felice di essere vivo, e comincia a vedermi già adesso mentre ho il peso che voglio e qualcuno mi ama. In questa maniera il cortisolo si abbassa, la gioia mi dà la voglia di muovermi. Solo così posso prendere la decisione di camminare tutti i giorni fino a quando comincerò a sentire la forza aumentare, la leggerezza nascere. Le diete fanno ingrassare: nel timore di morire di fame, quando l’apporto calorico diminuisce, il nostro corpo abbatte il metabolismo e aumenta il numero di cellule adipose, così da poter ingrassare più facilmente. Quello che mi fa perdere peso è camminare. Ma ci vuole energia. Da dove la prendo? Dalla visualizzazione, devo già vedermi forte e con il fisico che voglio. Camminerò e camminerò e sentirò il peso che voglio entrare nella mia vita un passo dopo l’altro. La decisione di camminare posso prenderla e mantenerla solo se ho già un po’ di neurotrasmettitori buoni che circolano, se sono disperato e mi sento abbandonato avrò una fame insopportabile e invece di bruciare quello che mangio lo metterò da parte. Serotonina e endorfine sono molecole anoressogene, fanno scomparire la fame: solo chi si ama è snello. I brufoli sono una malattia da stress (cortisolo) e il sedere basso un’opinione dovuta al fatto che i popolo cacciatori ( barbari, sedere alto) hanno invaso e schiavizzato i popoli agricoltori ( romani, sedere basso) imponendo la loro estetica. Che avere il sedere basso sia meno bello che averlo alto è un gesto di razzismo come essere convinti che la pelle scura valga meno di quella chiara. Imparate a essere fieri di voi e della vostra genetica. Mettete immagini di forza, di passeggiate, paesaggi, scalate, discese con gli sci. Non dimagrite per l’aspetto ( sistema competitivo, cortisolo a palla, fallimento) ma per la forza: grazie perché so che potrò fare 20 chilometri a piedi, correre) Dovete condizionare il cagnetto, l’io inconscio. Siate felici per ogni persona forte, sana e del peso giusto che incontrate. Il contrario di quello che abbiamo sempre fatto: l’unica cosa che per anni ci ha reso più felice di aver perso due chili è che la nostra migliore amica ne abbia presi tre. Solo se uscite dallo schema competitivo potete avere il peso giusto. Non è un’affermazione etica, ma biochimica. I sogni necessitano di azione per avverarsi: la visualizzazione nella gioia, mi vedo già con quello che che voglio, mi vedo già come voglio, mi dà l’energia per l’azione.
Sono stufo di contare i centesimi, voglio avere anche io un po’ di soldi in tasca.
Sono profondamente grato di tutto quello che ho, fate la lista di tutto quello che avete, e di quanto un contadino del medio evo o un contadino del Sahel abbia meno di voi, e sono felice di tutto quello che sono destinato a guadagnare. Mettete immagini di ricchezza, di abbondanza.
Sono stufo di soffrire di insonnia.
Sono profondamente grato di essere vivo. Di avere un letto, una stanza da letto bella e comoda, sono certissimo che il sonno, un fenomeno fisiologico, lasciato in pace ricomincerà a funzionare. Mi visualizzo mentre il mio letto è al’interno di una bolla, dove sono banditi i pensieri, mi visualizzo mentre mi sveglio al mattino e mi dico: come ho dormito bene, e do per scontato che succederà.
Alla stessa maniera si curano anche gli altri problemi fisici.
Qualsiasi malattia abbiate parlatene il meno possibile, aiutate il vostro io inconscio a fare il miracolo della guarigione. La preghiera e la meditazione e possono portare le endorfine a picchi verticali e sono loro , le endorfine, che permettono le guarigioni e sono la base biochimica dei miracoli.
Se siamo destinati a morire, impariamo a preparare la nostra morte, impariamo a morire senza rancori, senza rimorsi e senza rimpianti e ricordiamoci che se siamo vicini al morire tutto quello che diciamo diventa più importante. Prepariamo il testamento: quello materiale, certo, ma soprattutto quello spirituale, sono stato fiero di essere il tuo papà, è stato bellissimo vivere con te.
Per me è facile parlarne perché ho avuto l’onore di ascoltare il ricordo di chi è stato dall’altra pare e nessuno potrà mai convincermi che sono solo riflessi nervosi.
Quindi è il mio corpo che sta morendo, non io.
La stessa cosa vale per quelli che amo: è il loro corpo che muore. E se non sono credente ed è morto qualcuno che amiamo?
Teniamo l’attenzione sulla felicità di averlo avuto. E su quanto la vita sia sempre un dono.
Gli ultimi item?
Ormai siete più bravi di me.
Istruzioni per rendersi felici finisce qui.