L'ultima Profezia del mondo degli uomini
Data di pubblicazione: 30 Settembre 2010. Fanucci.
Il volume chiude la saga iniziata con Salani, che ha pubblicato i precedenti volumi: L'ultimo Orco, L''Ultimo Elfo, Gli Ultimi Incantesimi.
La storia del Capitano Rankstrail era cominciata in una notte di fuoco e di vento.
Dal buio erano arrivati gli Orchi, e le urla delle donne erano salite fino al cielo.
Rankstrail è uno dei tanti figli nati dalle violenze sulle frontiere. Sua madre aveva rifiutato di annegarlo e lui aveva portato il suo coraggio e il suo furore fin sul trono del re degli Uomini, dopo essere diventato l’invincibile Capitano, colui che aveva respinto gli Orchi.
Lui è il loro nemico mortale, colui che li ha fermati, conservando sempre nel cuore la vergogna e l’odio di essere un loro figlio.
Disperso senza insegne durante un’inondazione, catturato casualmente, venduto come schiavo, l’irriconosciuto re degli Uomini dovrà compiere un cammino nel mondo degli Orchi che lo condurrà a diventarne l’imperatore, perché anche loro sono il suo popolo.
Sarà un cammino lungo, spesso compiuto sul confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, attraverso luoghi all’ombra della sofferenza, dove Rankstrail potrà ritrovare i figli perduti, perché a sua volta sarà guidato da luci di tenerezza che non aveva sospettato avere nella sua vita.
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Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo
Data di pubblicazione: Ottobre 2009. Lindau.
Sono nove racconti e un breve saggio sulla morte.
Dà il titolo un racconto fantasy, la protagonista è una Bradamante barocca e stracciona, che vive in una Sicilia corrotta e invasa, con elementi medioevali, l’invasione musulmana della Sicilia, ed elementi postmedioevali, l’inquisizione e il martirio delle streghe, perché il suo riferimento è l’opera dei pupi.
Il secondo racconto traversa il Mediterraneo, il terzo parla di un’orrenda mutilazione, il quarto e il quinto sono collegati tra di loro e sono entrambe trasposizioni completamente reinventate di due morti vere, quella di Zi’
Ngiulillo (Zio Angelo De Mari), sacerdote morto con i garibaldini sul Volturno, e quella del fratello di mio nonno, Enrico Ventrone, detto il Professore perché conosceva a memoria il dizionario Campanini Carbone di latino, fucilato dai tedeschi per aver avvertito e fatto fuggire gli uomini che loro stavano cercando per deportarli in Germania.
Poi ci sono le storie contemporanee, un lungo racconto forse di fantascienza e infine un saggio sulla morte.
Perché un saggio sulla morte? Perché ogni racconto, ogni romanzo, ogni poema, ogni storia raccontata da ogni uomo, donna e bambino dall’inizio del mondo parla della morte, anche le narrazioni dove la morte non compare, dove tutto va bene, perché tutta la nostra capacità di raccontare nasce per ingannare l’attesa della morte, la coscienza che siamo mortali. Questa coscienza l’abbiamo solo noi. Qualche volta ce ne dimentichiamo. Qualche volta crediamo di dimenticarcelo, ma in realtà la coscienza della nostra mortalità è sempre con noi, come un avvoltoio sulla spalla, o forse con un angelo custode, perché senza la nostra mortalità tutto sarebbe insulso e senza senso.
È questa la dannazione, ma anche la meraviglia di essere uomo. O donna. O bambino.
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Il gatto dagli occhi d’oro
Data di pubblicazione: Ottobre 2009. Fanucci.
Tratta il tema dell’infibulazione.
Questa è la storia di Leila, che è povera, grassa e forse è brutta, (o forse no) e ha una mamma che lava le scale in nero e non ha un papà, perché il suo quando ha saputo che Leila sarebbe esistita è risalito sulla sua astronave ed è scomparso nel nulla. Se ci fosse Babbo Natale, Leila chiederebbe un padre.
È la storia di un veterinario triste che ama tutti i cani e in particolare una cagnolina che si
chiama Favola, e se Babbo Natale ci fosse, lui chiederebbe qualcuno da amare, così da non dover amare una cagnolina come fosse un figlio.
È la storia di Maryam, che viene dall’altopiano di Giuda, la terra dei leoni, là dove nasce il Nilo, e se ci fosse Babbo Natale, lei chiederebbe il diritto di sorridere.
È la storia di un gatto che forse conserva dietro i suoi occhi d’oro l’anima di un’antica strega, una delle donne che hanno pagato con il rogo l’aver assistito ai parti e aver fatto il decotto contro i vermi.
È la storia di un bimbo ebreo che corre con sua sorella in un sotterraneo con una pattuglia di SS alle spalle.
È la storia di un ragazzino coraggioso, che a Babbo Natale chiederebbe che suo padre, che ha “temporaneamente “il cancro, smetta di averlo.
È una storia piena di magia, e tutti troveranno la loro strada, guidati dagli occhi d’oro del gatto, perché noi non possiamo vivere senza magia, la magia è il luogo dove abbiamo nascosto un’altra cosa che comincia per M, che è il miracolo.
Questo è il mio libro più importante. Ed è anche bellissimo.
Questo è il libro con cui comincio la mia battaglia, perché ogni bambina al mondo abbia il diritto di sorridere.
Io combatto con quello che ho e combatto per vincere.
In traduzione in Francia e Portogallo.
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