Una storia come tante.

Venerdì 7 Aprile.

Eserciti di formiche girano per la mia casa. Si intersecano e si incrociano, formando geometrie di righe e puntini.

Quando manca la corrente, durante i temporali estivi, la televisione non funziona, e allora guardo loro, con il loro continuo movimento di puntini che si spostano e si intersecano. Portano via le briciole che mi cadono dal letto. Faccio un infinita attenzione a non schiacciarle quando mi alzo. Senza di loro, la mia solitudine sarebbe veramente infinita, come quella di un astronauta su un meteorite.

Mi alzo solo per andare in bagno e per prendermi le cose da mangiare in cucina. Questa casa è un oceano e questo letto è una zattera da cui oso abbandonare, come tutti i naufraghi, solo per lo stretto necessario. Cambiarmi la camicia da notte e le lenzuola non fa più parte dei bisogni primari da quando tre mesi fa la lavatrice ha smesso di funzionare.

Guardo il mondo attraverso la televisione. Le formiche e i biscotti del droghiere riempiono la mia vita. Non ho bisogno di niente altro. Accreditano la mia pensione direttamente alla banca. La banca paga le bollette e gli addebiti del droghiere. La drogheria mi manda la roba a casa; fanno le consegne al giovedì. Il garzone consegna la roba lasciandola davanti alla porta, così non dobbiamo incontrarci e non mi chiede perché compro roba per otto visto che qui ci vivo sola. Gli risponderei che vivo con le formiche. Siamo migliaia. Da quando ho superato i cento cinquanta chili non so più il mio peso perché la bilancia non va oltre; allora ho fatto rinforzare il fondo del mio letto. È stato tre anni fa. Da allora nessun altro oltre me e le formiche è entrato in questa stanza.

Come i Simpson e l'occidente postmoderno ho perso la decenza, ma conservo la mia innocenza. Oggi ci sono due episodi di dottor Hause. Prima della fine del mese ridaranno Guerre Stellari.


Sabato 8 Aprile.

Il televisore si è rotto. Guardo da due giorni linee grigiastre che tremolano come pozzanghere. Non avessi smesso di piangere venticinque anni fa credo che piangerei. Nemmeno ai Simpson, che sono quattro, una tegola del genere gli era mai arrivata. Io devo sommarmi alle formiche per dire noi.

Bisogna che cerchi di ricordarmi dov'è la guida del telefono, in quale angolo di questa stanza semibuia e sotto che cosa.


Lunedì 10 Aprile.

Oggi ho telefonato dove avevo comprato il televisore. Verrà un tecnico.


Mercoledì 12 Aprile.

Il tecnico della televisione é arrivato. In realtà il tecnico della televisione appartiene al sesso femminile, particolare di cui all'inizio della nostra conoscenza non mi sono resa conto, perché tiene tutti i capelli completamente nascosti sotto il berretto e il resto nascosto in un blusone di due taglie superiore alla sua. Non mi era venuto in mente che anche le donne riparassero i televisori. Il tecnico della televisione mi dice che le donne fanno anche l'astronauta.

Ho avuto una bambina che voleva fare l'astronauta, così poteva vedere le nuvole dal di sopra. È stato venticinque anni fa.

Il tecnico della televisione dice che le manca un pezzo e che me lo porterà domani.

Il tecnico della televisione è una iena e mi dice che domani non mi monterà nessun pezzo se non mi faccio trovare con le lenzuola e una camicia da notte puliti. Dico al  tecnico della televisione di farsi i cavoli suoi; faccio parte del pezzo di umanità che l'età dell'oro ce l'ha già avuta e neanche si ricorda più quando è finita. Mi ripari il televisore e levi il disturbo, ambedue le cose nel più breve tempo possibile. Il tecnico della televisione mi risponde che la sua assicurazione si limita alla tendiniti da uso improprio del cacciavite e alle scosse elettriche; l'antiinfortunistica non copre la salmonella, il carbonchio e lei non è vaccinata contro il colera.

Mi sono arrabbiata. L'ho cacciata.

Erano anni che non mi arrabbiavo.


Giovedì 13 Aprile.

Ho fatto una doccia. Mi era dimenticata l'acqua tiepida sulla pelle e l'odore buono dello shampoo. Ho cercato di cambiarmi la camicia, ma nessuna delle altre mi va più. Ho fatto una specie di tunica con il copriletto a righe.

Ho cambiato le lenzuola, ma non so che fare con quelle sporche, essendo la lavatrice defunta da mesi. Ho trovato del detersivo per piatti: ho riempito il lavandino di acqua e schiuma e ci ho messo dentro le lenzuola. Anche se non sono tazzine andrà bene lo stesso. Tra tre mesi, al prossimo cambio di lenzuola, mi porrò il problema di dove stenderle. Non bisogna esagerare. Poi ti viene la sindrome della casalinga.


Venerdì 14 Aprile.

Il tecnico della televisione è tornato. Forse non è tanto una iena. Mi ha aiutato a stendere le lenzuola e mi ha chiesto di vedere la lavatrice. C'era solo il filtro intasato: l'ha fatta ripartire; invece il televisore è sempre fuori combattimento. Il pezzo che ha portato non raccorda, dovrà portarne un altro. Mentre la lavatrice faceva un giro per essere sicuri che vada bene, il tecnico ha tirato fuori dalla sua valigetta una bomboletta di insetticida e  prima che riuscissi a fermarla mi ha sterminato quasi tutte le formiche.

Le ho detto che le formiche erano mie, forse le avrei usate per farci una minestra o un quadro delle Biennale. Le ho detto che stavo scrivendo un trattato di entomologia e così nessuno saprà mai come va a finire. Le ho detto che lei non ha il diritto di farsi gli affari miei. Tutto quello che mi serve è qualcuno che conosca il mestiere e faccia ripartire il maledetto televisore.

L'ho cacciata di nuovo. Però forse non é una iena. Andando via mi ha urlato che mi porterà qualcosa per farmi compagnia, così le formiche non mi mancheranno troppo.


Domenica 16 Aprile.

Ho lavato i pavimenti con acqua calda e sapone, sempre quello dei piatti, che è l'unico che è in casa, ma è troppo spumoso per qualsiasi utilizzazione fuori di un lavandino. Navigavo in una nuvola di bolle come la Cenerentola che canta dell'omonimo film. Prima avrei dovuto scoparli, i pavimenti, ma non ho trovato la scopa. È stata un fatica immane. Ercole al paragone era un novellino. Dovevo spostarmi a quattro zampe con lo straccio e ogni due metri la saponata nel secchio era da cambiare perché era diventata fango.

Venticinque anni fa facevo la saponata per far giocare la mia bambina alle bolle di sapone.

Quando ho finito di lavare ho buttato secchiate e secchiate di acqua per levare il sapone. Ero sudata marcia. Bisogna che faccia un'altra tunica con un altro copriletto perché di pulito c'è solo la camicia da notte e non ho più tanta voglia di stare in camicia da notte.


Lunedì 17 Aprile.

Il tecnico della televisione è tornato e mi ha portato un cucciolo di gatto femmina. Dico che avrebbe almeno potuto chiedere. Non sono sicura che il pelo di gatto non mi dia allergia. E poi i gatti femmina tendono a fotocopiarsi, si comincia con uno e dopo sei cucciolate ci si ritrova con sei diviso due elevato alla sesta potenza visto che la cucciolata media è di sei e che la metà dei gatti sono maschi e non producono cuccioli in loco.

"Vale a dire?" Ha chiesto il tecnico.

"Vale a dire settecento ottantanove".

Per una volta il tecnico è rimasto senza parole. Quando le ha ritrovate, ha commentato che una come me probabilmente fa le equazioni di secondo grado al posto delle parole crociate.

Già, è vero ero brava in matematica. In effetti per anni ho fatto le equazioni di secondo grado al posto delle parole crociate.

I miei libri di matematica devono essere da qualche parte, forse in soffitta. Neanche questa volta il televisore funziona.


Martedì 18 Aprile.

Il pezzo del televisore questa volta raccorda, ma il televisore non funziona ancora perché c'era un'altra cosa rotta, da cambiare, lei non se ne era accorta.

Dico al tecnico che mi sto perdendo tutti i Simpson e anche Thelma e Luise. Dice che non sa di cosa parlo. Lei i televisori li ripara, ma non li guarda.

Deve essere un extraterrestre. Probabilmente è arrivata dal pianeta Vega come Goldreik. Uno di questi giorni la sua testa si staccherà e se ne andrà per i fatti suoi dopo aver cacciato le zampe, come La Cosa di Carpenter o la mano della famiglia Adams.

Lei ha circa trent'anni, è piccola, rotonda, ha una faccia simpatica senza trucco. Anche  la mia bambina adesso avrebbe quasi trent'anni, se quel camion fosse riuscito a frenare.


Mercoledì 19 Aprile.

Ho telefonato al droghiere di mandare più latte per via del gatto. E di non mandare biscotti. La settimana scorsa mi sono avanzati. Poi ho chiesto detersivo per la lavatrice, per i pavimenti, per i piatti, per la roba che si lava fuori la lavatrice, per i mobili, per le piastrelle, per la cucina, per i vetri, per i lavandini e anche qualche barattolo di D.D.T. o come si chiama adesso, perché io e la gatta bastiamo, come creature viventi, in questa casa. Ho ordinato anche una scopa, uno spazzolone, due spugne, tre strofinacci e un barattolo di roba per l'argento, così lucido la zuccheriera e i tre cucchiaini sopravvissuti dei dodici originari: è tutto quello che mi resta del naufragio del mio matrimonio; almeno che brilli.


Mercoledì 26 Aprile.

Oggi ho pulito la cucina. Ho messo anche le tendine in lavatrice. La gatta mi miagola attorno e ogni tanto viene a farsi una strusciata contro le mie gambe. Mi chino a carezzarla e sento il suo pelo morbido e le vertebre della sua schiena che si allungano sotto la mia mano per il piacere della carezza. Le mie ossa scricchiolano in questa fatica del chinarsi, ma poi la mano incontra il ronron della gatta e ne vale la pena. Quando ho finito mi sono fatta la doccia e cambiata perché adesso il camicione di ricambio ce l'ho. L'ho fatto usando gli asciugamani di cotone a fiori e ora ho le frange in fondo e sul collo.

Alla sera sono rimasta seduta nella cucina pulita, con il camicione pulito addosso e la gatta sulle ginocchia che faceva ronron. In cucina c'è la radio e sono stata a leggere vecchie riviste che ho trovato dietro la ghiacciaia. È piacevole leggere riviste. La prossima volta che viene il tecnico della televisione si potrebbe fare una tazza di tea e poi stare un pò in cucina con tutto pulito e le finestre con le tendine. Ho pure la zuccheriera scintillante con i cucchiaini.


Giovedì 27 Aprile.

Sono andata in soffitta a cercare i miei libri di matematica; quelli su cui ho studiato io e quelli che mi sono serviti per insegnare agli altri. Ho un libro di equazioni della terza media e le faccio come un gioco di enigmistica, sentendo la radio, sul tavolo della cucina pulita.


Martedì 1 Maggio.

Il gatto è rimasto senza latte. Il droghiere fa le consegne solo il giovedì e oggi è martedì. Potrei telefonargli e spiegare che sono nei guai. Oggi non ha il garzone, ma potrebbe portarmi le cose quando chiude. Il gatto però resterebbe senza niente fino a stasera. Forse potrei andare al supermercato.


Mercoledì 2 Maggio.

Sono andata io a comprare il latte. Avevo la tunica copriletto a righe e le ciabatte. Qualcuno si è voltato e qualcuno no. Al supermercato ho comprato delle ciabatte nuove, quelle con la suola ortopedica, che vanno bene anche per uscire. Sono passata all'edicola e ho comprato qualche giornale e un catalogo di roba per corrispondenza. Ho finito i soldi che avevo in casa. Dovrei passare in banca.


Venerdì 11 Maggio.

Il televisore è sempre rotto. Forse il  tecnico non riesce a trovare i pezzi. Sono andata in banca, volevo ritirare un bel pò di soldi per non doverci tornare, ma in effetti l'impiegata ha ragione, è meglio non averne troppi addosso e poi la banca è sulla strada del supermercato. In effetti al supermercato la roba costa meno che dal droghiere. È vero che poi le cose me le devo portare a casa io, ma se la spesa la faccio giorno per giorno ce la posso fare.

Ho finito il libro di equazioni. Ho ricominciato la geometria analitica.


Venerdì 17 Maggio.

Ho ricominciato a cucinare. Il droghiere non aveva né carne né verdura fresche: al supermercato ci sono e sono buone. Mi ero dimenticata di com'era cucinare e mangiare roba cucinata.


Sabato 20 Maggio.

È arrivata la roba del catalogo per corrispondenza. Avevo preso le cose più grandi che c'erano. Mi stanno. Un pò al pelo, ma mi stanno.

Il tecnico non è ancora venuto a riparare il televisore.


Giovedì 1 Giugno.

Il tecnico della televisione è tornato e neanche questa volta il televisore è ripartito. Adesso la casa sembra la pubblicità del mastrolindo, ma il tecnico della televisione spiega di nuovo che è sempre colpa mia se non riesce a riparare il guasto, e mi avrebbe stupito il contrario. Il fatto è che l'edera che ricopre la casa è cresciuta anche sulle finestre che non si possono più aprire. Mi piace la mia edera. Le sue foglie sembrano scaglie di un drago e la mia casa sembra una via di mezzo tra l'antro di una strega e la tana di uno gnomo. Il tecnico dice che mica bisogna abbatterla. Basta salire su una scala e tagliare quella che blocca le finestre, così usciamo da questa penombra da miniera prebellica e lei riuscirà a riparate il televisore. Ho detto al tecnico di portarsi dietro una pila e qualcuno che conosca il mestiere la prossima volta che torna, così potremmo interrompere la frequentazione e io potrei tornarmene a guardare i Simpson e le riedizioni di Thelma e Luise.

Lei se n'è andata sbattendo la porta.

E poi io non sono in grado di salire su una scala. Avrei bisogno di una rampa per ippopotami, e le hanno solo negli zoo.


Venerdì 2 Giugno

Ho chiesto al postino se conosceva qualcuno disposto a tagliarmi l'edera. Dice che può farmelo lui. Verrà sabato pomeriggio. In cambio tutte le mattine si fermerà da me per una tazza di caffè. Dice che è carina la mia cucina. È un posto dove ci si ferma volentieri a fare due chiacchiere e tirare il fiato. Dice anche che è contento di conoscermi. Sono cinque anni che distribuisce la posta da questa parte del fiume ed è la prima volta che mi incontra.


Giovedì 8 Giugno.

Il postino ha tagliato l'edera in eccesso. Gli ho anche chiesto di piantarmi una rosa. Il tecnico della televisione dice che gli piacciono. Io gli ho fatto trovare la torta con la crema. Non mi ricordo quanto tempo è che non la cucinavo. Ero brava a cucinare. Mi piaceva. Il postino mi ha detto che cercano qualcuno due ore la mattina alla biblioteca comunale. Non hanno trovato nessuno perché la paga è piuttosto simbolica, ma tanto io non dovrei sbarcarci il lunario, forse potrebbe interessarmi.


Mercoledì 14 Giugno.

La paga in effetti è simbolica, ma posso leggere tutti i libri che voglio, sia lì che a casa mia. Poi la gente quando va in biblioteca sorride, è simpatica; mi chiama signora bibliotecaria. Al mattino aspetto il postino, ci facciamo il caffè insieme, poi lui si finisce il suo giro e io vengo ad aprire la biblioteca. È simpatico il postino. Vive solo: sua moglie è morta, molto tempo fa, e i suoi figli sono cresciuti e se ne sono andati, poco tempo fa. Tra due anni andrà in pensione anche lui. Fino a allora possiamo dividerci il caffè al mattino. A nessuno dei due piace prenderlo solo.


Venerdì 30 Giugno.

Ora che esco tutti i giorni è meglio che ordini qualche altra cosa al catalogo di roba per corrispondenza. Magari una taglia di meno; ho dovuto stringerla tutta la roba dell'altra volta.


Lunedì 10 Luglio.

Oggi c'è una pioggia torrenziale. Il tecnico della televisione è tornato. Mi ha detto che per il mio televisore non c'è niente da fare, non lo può riparare. Le ho detto che non importava. Le ho chiesto se voleva sedersi, prendere un caffè, una fetta di torta. Ha detto di no. Continuava a ripetere:

"È tardi, devo andare via, devo andare via".

È corsa via sotto la pioggia; non sono riuscita a fermarla. Volevo almeno darle un ombrello. Mentre correva il berretto le è volato via. Lei lo tiene calcato sugli occhi, così che non si vedono i capelli. Oggi si sono visti, mentre il cappello le volava via. Sono rossi, rosso fiammante, come quelli della mia bambina. Anche quel giorno c'era la pioggia, per questo il camion non è riuscito a frenare.

Il rumore della pioggia e poi quello della frenata del camion. Mi metto a piangere. Erano venticinque anni che non piangevo. Mi metto a piangere e non smetto fino al mattino. Mi addormento alle prime luci dell'alba con il gatto che mi dorme contro e il profumo dell'erba bagnata che entra dalle finestre aperte. Il temporale è finito.


Lunedì 17 Luglio.

Sono andata al negozio dove ho comprato il televisore. Mi hanno detto che deve esserci stato un errore: il loro un unico tecnico è inequivocabilmente di sesso maschile e non fa riparazioni a domicilio.

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