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Il compesso rapporto cavaliere scudiero.

I miei libri silvana de mari

 

Considerazioni sulla saga dell’Ultimo elfo, di cui mi sono resa conto solo dopo. rapporto cavaliere e scudiero e quaresima.
Leggendo un articolo su Frodo e Sam, sul rapporto cavaliere scudiero, mi sono resa conto dei 4 diversi rapporti cavaliere scudiero.
Ne L’Ultimo Elfo il rapporto tra Yorsh ed Erbrow è paritario e asimmetrico: i due si scambiano continuamente il ruolo di quello più saggio e quello più scervellato.
Ne L’Ultimo orco il rapporto cavaliere scudiero è tra Rankstrail e Lisentrail. Rankstrail è di gran lunga il più forte e il più intelligente, il più coraggioso e il più carismatico, ma Lisentrail, lo scudiero, è il più saggio e il più buono, quello che impedisce alla ferocia di Rankstrail di diventare crudele.
Ne L’Ultima profezia Arduin, Joss e Inskay sono l’intelligenza cognitiva, l’intelligenza spirituale e l’intelligenza pratica.

In Arduin in rinnegato il giovane orco sembra lo scudiero del nobile uomo cui ha salvato la vita anche a costo di un’amputazione, ma in realtà è il contrario. Il cavaliere lo ha immediataente riconosciuto come re per il suo coraggio l sua forza e la sua capacità di gurire: è lui lo scudiero.
Ne l’Ultima profezia il rapporto cavaliere scudiero compare di nuovo: in apparenza il cavaliere è il vecchio re forte e saggio e lo scudiero è giovane, avventato, forse sciocco, in realtà lo scudiero Skardrail ultimo erede dei maghi del fuoco, discendente degli elfi e degli orchi, forte della sua forza e della scienza di suo padre, conduce il gioco.
Altra cosa di cui mi sono resa conto solo dopo averlo scritto è che Rankstrail acquisisce la competenza di sé nel deserto, che è il luogo dove, sempre a, avviene l’acquisizione di sé, nella religione ebraica e in quella cristiana. Il deserto non è solo un luogo geografico, è il luogo della semplificazione assoluta, il luogo con il confronto continua con la morte, dove la vita non può più disperdersi e distrarsi, è il viaggio con la propria ombra. Il deserto è il luogo della gratitudine. È solo nel deserto che si capisce il valore dell’acqua, che si ringrazia per ogni goccia. Nel deserto nulla è dato per scontato.
Abramo traversa un deserto per eseguire l’ordine di trovare la terra dove vivrà la sua gente, Mosè resta quaranta anni nel deserto. Gesù Cristo 40 giorni. Quaranta il ebraico è indicato con la lettera Mem, che ha la forma di un pozzo: la compassione dell’acqua. Il deserto è la malattia, il deserto è l’abbandono. Il deserto è il dolore che può distruggerci, ma che, se lo accettiamo, ci rende più forti. Il deserto è consapevolezza. É nel deserto che capiamo il valore dell’acqua.

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