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Il gatto dagli occhi d’oro, una storia di periferie e paludi.

 

Il gatto dagli occhi d’oro Giunti, 2015. Età: dai 12 anni all’età adulta

In una prima media si incontrano ragazzini di estrazione diversa. La scuola è in cima a una rocca che dà sul mare. Dalle paludi arriva Leila, che ha frequentato elementari dove non si finiva il programma e a volte non lo si cominciava nemmeno perché molti alunni piovuti dalle più disparate parti del mondo non conoscevano nemmeno l’italiano. Ai loro drammi, al dolore che molti hanno nel cuore si contrappongono le storie di bambini di famiglie benestanti e difese che però , anche loro, custodiscono infelicità. Nella paludi per un attimo incontriamo un ragazzino nero, capobanda intemerato, protagonista del libro successivo, Io mi chiamo Joseph. Mariam, di origine etiope la migliore amica di Leila, subisce una pratica tribale, ma gli altri ragazzini  i loro genitori riusciranno a intervenire. Su tutti, come un nume tutelare, veglia un misterioso gatto dagli occhi d’oro. Un libro che parla di integrazione e diversità senza buonismi e con un realismo che riesce a non diventare troppo crudo grazie alla pennellata di ambientazione fantastica.

 

 

 

Qualche riga

Sette meno cinque… meno quattro… meno tre… meno

due… meno uno… Sette. Sono le sette e zero zero, altrimenti

dette le sette in punto.

La lancetta piccola della sveglia rosa in plastica con

sopra la riproduzione della zucca di Cenerentola con annessi

sorci, sempre in plastica, si allunga in perfetto asse

con il numero sette, sovrapponendosi alla lancetta rossa,

quella della suoneria, che è puntata anche lei sul numero

sette, perché la sveglia è stata messa alle sette.

L’idea sarebbe che quando la lancetta delle ore riesce

a combaciare con quella della suoneria, una minuscola

ruota dentata si sposti di un quarto di millimetro e azioni

il meccanismo della suoneria, il tutto faccia driiiiin e la

ragazzina si svegli.

Anche perché alle sette e zero zero, altrimenti dette le

sette in punto, la madre della ragazzina è al lavoro da più

di un’ora e mezza e non c’è niente e nessuno in casa, a

parte la summenzionata sveglia, affinché la ragazzina passi

dal sonno alla veglia e arrivi in orario a scuola, impresa

raccomandabile sempre, ma con particolare energia oggi

che è il primo giorno di scuola, per essere esatti il primo

giorno della prima media. La lancetta delle ore combacia con quella della suoneria,

ma la rotellina dentata in pura plastica made in China

è consunta da circa dodici anni di onorato servizio, mentre

la piccola sveglia è garantita per dodici miserabili mesi,

e comunque, le sveglie che durano un decennio e oltre

sono in metallo e made in Switzerland e non delle schifezzelle

in plastica con sopra i sorci di una Cenerentola

rosa. Quindi la rotellina dentata non aziona il meccanismo

della suoneria, si limita a inciamparci dentro, invece

di produrre un driiiiin si limita a un aborto di dr, dopodiché

tutta la sveglia passa definitivamente a miglior vita e la

ragazzina continua a dormire.

E continua a sognare.

Sogna di una fata madrina che la tocca con la bacchetta

magica e dice magicabula bidibi bodibi bu e lei diventa un’altra,

una ragazzina carina e magra, o comunque non proprio

grassa, perlomeno non così tanto; be’, insomma, una

di quelle ragazzine che quando si guarda allo specchio le

piace quello che ci vede, che fa anche pallacanestro, sa

nuotare, andare sui roller o sugli sci.

Sogna di essere una ragazzina con un cane, un cavallo,

un canarino e un pesce rosso.

Sogna di avere una madre che fa la casalinga o la maestra

o la proprietaria di una bancarella che vende fiori, e

un simpatico papà che disegna i nuovi modelli di missile

spaziale.

Va bene anche un papà che fa il veterinario. O l’idraulico.

Anche il lattaio. Il disoccupato.

Va bene lo stesso, basta un papà che dica: “Ciao pulcino

mio” tutte le sere quando arriva a casa.

Basta solo un papà che torni a casa tutte le sere. Anche

solo qualche volta.

Basterebbe sapere che c’è. Un papà con una faccia.

Basterebbe un nome.

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