Altro

Stranezze!

STRANEZZE…

 

 

Sette racconti che costringono a pensare.

Sette stranezze del mondo di sotto. Ma qual è il “mondo di sotto”? E’ una metafora, ciò che sta sotto non lo possiamo vedere, non lo vogliamo vedere, eppure ci sorregge, ci innalza, è una base solida su cui costruiamo.

Però il “sotto” affiora sempre verso la superficie, è affascinante, ma quando rompe la crosta apre una voragine capace di inghiottirci tutti.

Grazie ai sette racconti di cui parlerò di seguito, il “mondo di sotto” vi sembrerà un poco più vicino.

Una mattina di agosto un immenso orologio appare nel cielo incastonato come un gioiello nella cupola celeste.

Un orologio antico tutto d’oro che, come la luna, mostra solo una faccia: il quadrante con le lancette nere come falci che scandiscono il tempo attraverso un sinistro ticchettio. A parte la improbabile visione c’è qualcos’altro che stona: la data che segna è il giorno 17 (venerdì 17) mentre l’orologio è comparso il giorno 15. Ma a svelare la discrepanza una voce che sembra parlare al mondo intero annuncia la fine dello stesso quel venerdì 17, dopo due giorni esatti.

Immediate (e disparate) sono le reazioni umane, ma una sola cosa è sicura: non è possibile distruggere l’orologio né con i missili né con i caccia mandati da tutte le grandi potenze del mondo.

Ognuno reagisce a modo suo e noi possiamo osservare la trasformazione di qualche personaggio di cui conosciamo un pezzetto di storia man mano che si presenta: il barbone, l’amante, il grande matematico… presi come esempio di un’umanità che vive la sua personalissima fine del mondo.

Poi ci traferiamo nella mente di un truffatore: un primario di chirurgia che con pochi scrupoli ha mosso dottori, infermieri e la sua stessa famiglia come pedine su una scacchiera di poteri che alla fine gli si rivolta contro. Quando è lui ad avere un problema di salute il fragile sistema che ha sempre sostenuto gli crolla addosso, perché sta per essere operato da un chirurgo incompetente di cui ha caldeggiato la promozione. Come si esce da una spessa tela di ragno che si è tessuta per anni?

Il terzo racconto invece parla di un giornalista, e di quanto pesa dire la verità. Non è importante la notizia in sé, perché nella narrazione non viene riportata, ma la verità è una parola di sei lettere scomode come scarpe nuove.

Però la verità è anche un seme che, se piantato, comincia a germogliare e diventa un albero ingombrante: il giornalista deve essere eliminato e i governi di tutto il mondo, che nel frattempo lo hanno eletto come nemico da distruggere, gli scatenano contro l’esercito (anche se si è ritirato in un paesino sulle montagne per scappare dalle minacce pressanti dopo le sue parole), ma sarà così facile eliminarlo?

Tommaso lo incontriamo nel quarto racconto, in verità non incontriamo solo lui, ma anche il suo mostro. Sì perché Tommaso ha un mostro che lo segue, ha cominciato come un’ombra quando lui aveva quindici anni, ora però è una bestia nera ingombrante che negli anni ha ghermito la sua vita, l’ha stretta negli artigli, costringendolo alla solitudine delle uscite serali.

E’ una vita vissuta in simbiosi quella fra Tommaso e il mostro: una dipendenza psicologica che, per noi lettori, diventerà chiara solo alla fine.

Giulia e Claudio invece li conosciamo in un posto bellissimo fatto di pace e fiori di ciliegio e, piano piano, mettiamo a fuoco i pezzi delle loro vite che li hanno fatti ritrovare in quel luogo silenzioso. Questa storia ci riempie gli occhi di luce e si apre verso l’esterno, infatti è l’unico racconto che parla di “quelli di sopra”.

Su un treno che va da Roma a Parigi facciamo la conoscenza di un uomo in grigio (in tutti i sensi), Diego Varalli. Diego deve chiudere un contratto nella capitale francese, ma il suo viaggio di lavoro prende una piega inaspettata, perché un passeggero con una valigia consumata gli affida lo scarno bagaglio per poi sparire per sempre.

Cosa c’è dentro la valigia? Ovvio: il destino del mondo e degli uomini tutti!

Un fardello pesante da portare, soprattutto perché Diego non può più separarsene, non può allontanarsi da quella zavorra che come un’ancora impigliata non vuole lasciarlo veleggiare.

La valigia però non passa inosservata e le potenze del mondo si mobilitano per separarla da Diego e annientarla (se un oggetto non si può controllare l’unica cosa da fare è distruggerlo), ovviamente con scarsi risultati.

Il settimo e ultimo racconto fa riflettere ancora una volta: possono delle mani raccontare delle storie? Eppure nel “mondo di sotto” tutto è possibile, anche le mani di un vecchio hanno parole da sussurrare, parole sconosciute alle labbra.

E parlano le mani, parlano di cuori che si accontentano perché l’amore eterno, quello perfetto, non esiste e ognuno alla fine è schiavo di una vita che non vuole.

Questo dicono le mani.

Con il settimo racconto si conclude questa incursione nel “mondo di sotto” che ancora una volta ci ha mostrato le sue viscere.

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 %